Contributi INPS artigiani e commercianti 2026: scadenza 18 maggio, importi, e cosa cambia con la rottamazione
Prima rata fissa al 18 maggio 2026, minimale €18.808, contributi €4.521,36 (artigiani) / €4.611,64 (commercianti). Calcoli, scadenze, e come integrarli con la rottamazione quinquies se ci sono ruoli pregressi.
di Lorenzo Marchetti
La prima rata 2026 dei contributi fissi sul minimale per artigiani e commercianti scade il 18 maggio 2026 (il 16 è sabato, il termine slitta al primo lunedì utile). Per il commercialista che ha clienti con cartelle a ruolo INPS in odor di rottamazione quinquies — la cui domanda si chiude due giorni dopo, il 30 aprile — la finestra di queste tre settimane è il momento in cui le due partite vanno coordinate.
Questa guida raccoglie i numeri verificati della Circolare INPS n. 14/2026 e gli incroci operativi che vanno a calendario nei prossimi venti giorni.
I numeri 2026 in sintesi. Reddito minimale: €18.808 (+1,4% ISTAT). Contributo fisso minimo: €4.521,36 artigiani / €4.611,64 commercianti. Aliquote IVS: 24% artigiani / 24,48% commercianti fino a €56.224, poi 25% / 25,48%. Massimale: €93.707 (anzianità ante 1996) / €122.295 (iscritti dal 1996). Quattro rate: 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027.
Cosa scade il 18 maggio (e cosa no)
La prima rata fissa copre un quarto del contributo minimo annuo, calcolato sul reddito minimale di €18.808. È dovuta da tutti gli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti, a prescindere dal reddito effettivo dell'anno — anche chi prevede di chiudere il 2026 in perdita versa la rata sul minimale.
Quello che non scade il 18 maggio:
- Il saldo 2025 sull'eccedenza del minimale e i due acconti 2026 sulla parte eccedente: seguono il calendario IRPEF (saldo 30 giugno, secondo acconto 30 novembre, salvo proroghe).
- I contributi della Gestione Separata per professionisti senza cassa: anche questi seguono il calendario IRPEF (versamento contestuale al saldo e agli acconti delle imposte sui redditi).
- Le rate della rottamazione quinquies sui carichi INPS già a ruolo: vanno a calendario autonomo (prima rata 31 luglio 2026).
Distinguere i tre flussi è il primo lavoro operativo. Non è raro che un cliente confonda "contributo corrente" con "rata rottamazione" e si trovi a fine maggio con una sola scadenza onorata.
Aliquote 2026: sotto e sopra il minimale
Il calcolo è a due gradini, più la maternità.
Fino al minimale (€18.808). Si versa il contributo fisso, dovuto in quattro rate di pari importo:
- Artigiani: €4.521,36 / 4 = €1.130,34 per rata.
- Commercianti: €4.611,64 / 4 = €1.152,91 per rata.
Più €0,62 al mese di contributo maternità (€7,44 annui), ripartito sulle quattro rate.
Oltre il minimale, fino a €56.224. Si applica l'aliquota IVS in saldo + acconti:
- Artigiani: 24%.
- Commercianti: 24,48% (l'extra-0,48% è il contributo per l'indennizzo cessazione attività commerciale).
Oltre €56.224. Aliquota incrementata di un punto:
- Artigiani: 25%.
- Commercianti: 25,48%.
Massimale annuo. L'aliquota si applica fino al massimale contributivo:
- €93.707 per chi ha anzianità contributiva al 31/12/1995.
- €122.295 per chi è iscritto dal 1° gennaio 1996 (regime contributivo puro).
Sopra il massimale non si versano ulteriori contributi IVS, ma l'attività resta coperta.
La regola che fa sbagliare i calcoli a giugno
Il saldo IRPEF/Contributi 2025 si paga al 30 giugno (o 31 luglio con maggiorazione 0,40%). In quella sede, il cliente versa:
- Saldo IRPEF 2025.
- Primo acconto IRPEF 2026 (40% o 100% del dovuto, a seconda del regime).
- Saldo contributi INPS 2025 sull'eccedenza del minimale.
- Primo acconto contributi 2026 sull'eccedenza del minimale.
Il punto 3 e 4 si calcolano partendo dal reddito d'impresa effettivo 2025 (Modello Redditi quadro RG/RF/RR), sottraendo il minimale già versato in quattro rate, e applicando l'aliquota IVS sull'eccedenza.
L'errore più frequente: dimenticare l'acconto 2026 e versare solo il saldo 2025. Il secondo acconto (al 30 novembre) si trova a coprire un buco doppio. Il F24 di giugno deve includere entrambi i versamenti, codificati separatamente.
L'incrocio con la rottamazione quinquies
La rottamazione quinquies (domanda entro 30 aprile 2026) include i contributi INPS per artigiani, commercianti, gestione separata e lavoro domestico affidati ad AdER nel periodo 1/1/2000 – 31/12/2023, a esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.
Restano fuori dalla rottamazione:
- Contributi alle casse previdenziali professionali private (CNPADC per commercialisti, INARCASSA, ENPAM, CIPAG, EPAP, ecc.). Le casse private hanno regimi propri, eventualmente con sanatorie autonome.
- Contributi INPS gestiti direttamente con avviso bonario o rateizzazione ordinaria, non ancora a ruolo.
- Contributi richiesti tramite avviso di addebito post-accertamento: pur essendo affidati ad AdER, derivano da accertamento e quindi sono fuori perimetro.
L'effetto pratico per il cliente con esposizione INPS storica è una decisione a tre piani da prendere in queste tre settimane:
- Cartelle INPS a ruolo (2000-2023): rientrano nella rottamazione. Calcola il beneficio (sanzioni e interessi azzerati, capitale rateizzabile in 9 anni) e decidi se aderire entro il 30/4.
- Avvisi di addebito post-accertamento: fuori rottamazione. Valuta ricorso (se nei termini) o piano di rateizzazione ordinaria con INPS/AdER.
- Contributo corrente 2026: paghi il fisso al 18 maggio, indipendentemente dalle decisioni sui punti 1 e 2.
Trattarli come tre dossier scollegati è l'errore tipico — porta a versare il fisso correntemente mentre si lascia decadere la rottamazione su €30.000 di pregresso, o viceversa a lavorare sulla rottamazione e mancare la prima rata corrente.
Gestione Separata: i numeri 2026 che cambiano
Per i professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata, la Circolare INPS n. 8/2026 ha fissato:
- 26,07% aliquota ordinaria per professionisti con partita IVA senza altre coperture previdenziali.
- 24% se già pensionati o iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria (riduzione tipica per chi ha altra cassa o lavoro dipendente).
- 33% per collaboratori coordinati e continuativi iscritti in via esclusiva (con maggiorazioni che portano fino al 35,03% quando è dovuta la DIS-COLL).
- Minimale 2026: €18.808 (uguale al minimale artigiani/commercianti).
- Massimale: €122.295.
I professionisti forfettari soggetti alla Gestione Separata calcolano i contributi sul reddito imponibile post-coefficiente di redditività, non sui ricavi. È una distinzione che produce confusione ricorrente: il regime forfettario incide sul calcolo della base imponibile fiscale e contributiva, non sull'aliquota previdenziale.
A differenza degli artigiani/commercianti, la Gestione Separata non ha un fisso al minimale: si versa per cassa al 30 giugno (saldo + primo acconto) e al 30 novembre (secondo acconto), senza rate intermedie. Chi ha clienti misti (alcuni in gestione speciale, altri in separata) deve gestire due calendari distinti.
Errori operativi più frequenti
Cinque errori che meritano una procedura standard a calendario:
- Pagare il fisso senza verificare lo stato delle cartelle a ruolo. Se il cliente ha pendenze INPS già affidate ad AdER, vale la pena interrogare il cassetto previdenziale prima di firmare l'F24 corrente: la rottamazione e il versamento corrente sono compatibili, ma vanno coordinati.
- Confondere contributo fisso e contributo sull'eccedenza. Il fisso è dovuto sempre, l'eccedenza si calcola a consuntivo. Non rateizzare l'eccedenza separatamente: si paga in saldo + acconti contestuali all'IRPEF.
- Sbagliare l'aliquota dello scaglione. Il salto al 25% / 25,48% scatta solo sopra €56.224. Applicarlo dal primo euro sull'eccedenza è un errore di calcolo che il software gestionale a volte non intercetta se le tabelle non sono aggiornate.
- Trascurare il contributo maternità. Modesto (€7,44 annui) ma se non versato genera segnalazione automatica del cassetto. Va inserito nel calcolo F24.
- Versare i contributi rottamazione su codici tributo errati. I codici delle rate rottamazione sono distinti dai codici dei contributi correnti — confonderli manda il versamento in scopertura su entrambi i fronti.
Checklist per la prossima scadenza
Sei controlli, in ordine, su ogni cliente artigiano/commerciante prima del 18 maggio:
- Cassetto previdenziale: ci sono cartelle/avvisi a ruolo? Se sì, valuta la rottamazione quinquies entro il 30/4 (vedi la guida ai 5 errori da non fare).
- Reddito 2025 stimato: serve per pianificare saldo + acconti di giugno.
- Calcolo del fisso 2026: €4.521,36 / €4.611,64 + €7,44 maternità, in 4 rate di pari importo.
- Aliquote sopra il minimale: 24% / 24,48% fino a €56.224; 25% / 25,48% oltre. Massimale corretto in funzione dell'anzianità.
- F24 prima rata: codici tributo aggiornati, importo per rata, scadenza 18/5/2026.
- Calendario integrato: rate fisse INPS (18/5, 20/8, 16/11, 16/2/27), saldo IRPEF/contributi (30/6), eventuali rate rottamazione (31/7, 30/9, 30/11/26).
Una procedura standardizzata su questa scadenza fa risparmiare 30-40 minuti per cliente quando lo studio ne gestisce decine.
Domande frequenti
Quando si paga la prima rata dei contributi INPS artigiani e commercianti per il 2026? Il 18 maggio 2026. Il termine ordinario sarebbe il 16 maggio, ma cadendo di sabato slitta al primo lunedì utile. Le successive rate scadono il 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027.
Qual è il minimale di reddito INPS per il 2026? €18.808, in aumento dell'1,4% rispetto al 2025 per effetto della rivalutazione ISTAT. Sotto questo livello si paga comunque il contributo fisso minimo.
Quanto pagano artigiani e commercianti sul minimale 2026? €4.521,36 annui per gli artigiani, €4.611,64 per i commercianti, oltre €7,44 di contributo maternità. L'extra commercianti finanzia l'indennizzo per cessazione attività commerciale.
I contributi INPS rientrano nella rottamazione quinquies? Sì, se a ruolo. Sono inclusi i contributi di artigiani, commercianti, Gestione Separata e lavoro domestico affidati ad AdER tra il 1/1/2000 e il 31/12/2023, esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento. Le casse professionali private (CNPADC, INARCASSA, ENPAM, ecc.) restano fuori perimetro.
Cosa succede se il cliente non paga la prima rata del 18 maggio? Si applicano interessi di mora e sanzione civile dal giorno successivo alla scadenza. Il ravvedimento è ammesso ma con regole INPS specifiche, diverse dal ravvedimento operoso fiscale. Se la posizione finisce a ruolo (di norma dopo l'avviso bonario), entra nel perimetro che — alla prossima sanatoria — sarà rottamabile.
Sulla pianificazione integrata di contributi correnti e cartelle INPS in rottamazione, Quesito — l'assistente AI per commercialisti specializzato in contenzioso tributario e regimi complessi — riduce a pochi minuti la ricostruzione del quadro contributivo del singolo cliente, citando le circolari INPS contro la fonte ufficiale. Provalo o leggi gli altri articoli del blog.
Le informazioni in questo articolo sono di carattere generale e non costituiscono parere professionale. I parametri 2026 sono fissati dalla Circolare INPS n. 14/2026 (gestioni artigiani e commercianti) e dalla Circolare INPS n. 8/2026 (Gestione Separata): verifica sempre i numeri vigenti contro il portale INPS prima di assumere decisioni operative. Riferimenti principali: art. 2 L. 233/1990; D.Lgs. 30 giugno 1994 n. 564; L. 335/1995 art. 2 c. 26 (Gestione Separata); Circolari INPS 14/2026 e 8/2026. Aggiornato al 28 aprile 2026.